Cianciana

Cianciana probabilmente deve il suo nome a Lucio Cincio Alimento che fu pretore in Sicilia e annalista, vissuto nel II sec. a. C. proprietario di una villa rurale, denominata poi Massa Chincana, che potrebbe essere quell’avamposto punico di cui parla Erodoto (V sec. a.C.). Il sito è posto a dominio della vallata nei pressi di quella che doveva essere l’importante salina Chincana, probabilmente un villaggio di mercanti di salgemma. Gli Arabi tra il IX e l’XI secolo costruirono numerosi casali per controllare le coste e i corsi d’acqua, i nuovi fabbricati andavano a sovrapporsi agli abitati di età romano-bizantina, come evidenziano i rinvenimenti presso l’ex feudo Bissana.

 

L’odierno comune di Cianciana si inserisce storicamente nel complesso processo storico che portò alla nascita dei feudi nell’XI secolo, avviato con la distribuzione dei territori sottratti ai musulmani e donati ai commilitoni al seguito del normanno Ruggero I di Sicilia, ma è dal XVII secolo che iniziarono ad essere fondati o rifondati centri abitati costituenti in linea di massima la divisione territoriale giunta fino a noi. I baroni possessori di grandi latifondi chiedevano al viceré spagnolo la Licentia populandi, cioè l’opportunità di popolare un’area, così nacque Cianciana sorta su una collina a 390 s.l.m. a dominio di un territorio ricco di risorse e raggiungibile grazie alla confluenza di importanti vie di comunicazione per l’epoca, le già citate regie trazzere. Nell’Agosto del 1643 Girolamo II Ficarra vendette la baronia e il feudo a Don Diego Joppolo che, grazie alla licentia populandi del 25 settembre 1646 fondò Sant’Antonino di Cianciana.

 

Il primo nucleo abitativo si espanse verso nord, partendo dal sito dell’antica villa romana, inglobando la regia trazzera Palermo–Agrigento, oggi corso principale del paese. Cianciana ebbe poi una serie di vicissitudini legate all’avvicendarsi dei feudatari che ne detenevano il possesso, almeno sino al 1812 allorché il piccolo centro fu definitivamente consacrato come municipio libero, assegnato al XII distretto di Bivona.

 

Il sottosuolo del territorio cinacianese è estremamente ricco di risorse naturali come il salgemma e lo zolfo, l’attività zolfifera ha caratterizzato la storia economica e identitaria di Cianciana e del suo territorio fin dall’antichità, modificandone talvolta il paesaggio.

 

Il centro abitato è posto su di una collina, si svolge su un impianto regolare costituito da strade ortogonali tra loro che seguono la direzione dei due assi principali. La parte apicale della collina è denominata monte Calvario, il belvedere della cittadina, dal quale si può godere la bellezza paesaggistica nella sua totalità: dai monti Sicani che sembrano formare un anfiteatro dalle mille sfumature cromatiche in base alla stagione, all’immensità del Mar Mediterraneo.  Il comune è ricco di punti di interesse, come la scalinata e la torre dell’orologio, le varie chiese e palazzi civili legati a personaggi storici, quali Antonio Joppolo ed il poeta e drammaturgo Alessio di Giovanni, inoltre è visitabile il Museo civico che conserva oggetti legati alla civiltà contadina, mineraria e alcuni reperti archeologici provenienti dal territorio circostante. Il centro storico durante l’anno diventa teatro di molte feste religiose e gastronomiche: come la festa di San Giuseppe con le ricchissime “tavole”, i toccanti riti della Settimana Santa e sagre legate ai prodotti agricoli locali.

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