Santo Stefano Quisquina

Il Paese sorge a 732 metri sul livello del mare e domina la valle del Magazzolo. Si incontra percorrendo la strada statale 118 a metà strada tra Palermo ed Agrigento. La sua fondazione è di origine medievale e tra i primi signori del territorium – Quisquina e Monte delle Rose – troviamo, nel periodo normanno, i Sinibaldi, parenti di Santa Rosalia, vissuta eremita in queste terre, divenutane patrona e alla quale ancora oggi è dedicata la festa principale del paese.

 

Il ‘500 fu per il nostro paese un secolo di grande sviluppo e di fervore religioso: fu edificato il convento domenicano del SS.Rosario, il convento del Carmine presso la Chiesa di S.Elia, fu ristrutturata la Matrice, furono istituite diverse Congregazioni. Alla fine del secolo, nel 1599, la baronia di Santo Stefano passò alla famiglia Ventimiglia. Durante la loro signoria il paese ebbe un notevole incremento edilizio assumendo l’aspetto di un centro urbano ricco e strutturato. Nel 1745, cioè sotto Giuseppe Emanuele Ventimiglia, fu ricostruito il Castello baronale, il Collegio di Maria e fu, ancora una volta, ridisegnata ed ingrandita, nel 1773, la Matrice. I maggiori monumenti religiosi del paese si arricchirono in quel periodo di grandi opere pittoriche, realizzate principalmente dai fratelli Vincenzo ed Antonino Manno pittori palermitani di notevole fama. Dopo l’unità d’Italia, con Regio Decreto del 4 gennaio 1863, assumerà l’attuale denominazione di Santo Stefano Quisquina.

 

Oltre alle bellezze naturalistiche del territorio, caratterizzato da un paesaggio agrario ancora incontaminato, boschi autoctoni e aspre formazioni di roccia calcarea, sono da visitare all’interno del paese, la Chiesa Madre con le pitture dei fratelli Manno e di Federico Panepinto, la Chiesa del Collegio di Maria con opere pittoriche sempre di Federico Panepinto, la Fontana di Piazza Castello ultimata nel 1691, Piazza Maddalena con il monumento dedicato a Lorenzo Panepinto, la Villa Comunale con il suo singolare viale dei tigli.

 

Fuori dal paese è importante visitare l’Eremo della Quisquina, complesso architettonico sorto attorno alla grotta di Santa Rosalia; il piccolo santuario di San Calogero, chiesetta rurale posta sulla omonima montagna e da cui si apprezza un paesaggio mozzafiato con la visione dall’alto del paese nel suo rapporto con la valle del Magazzolo; l’apprezzato e ormai famoso Teatro Andromeda.

 

L’economia del paese è ancora di tipo agro-pastorale con diverse aziende che operano nel settore caseario. La qualità dei pascoli e l’integrità dell’ambiente ha consentito nel tempo la produzione di prodotti tipici di eccellente qualità, ricotta e formaggio pecorino con diverse stagionature, che sono ormai considerati il vanto della nostra comunità. Annualmente nel mese di maggio si celebra la Sagra del formaggio in cui è possibile apprezzare i profumi e la bontà dei nostri prodotti caseari. Nel 2020 Santo Stefano Quisquina è stata insignita dall’ONAF (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggio) della denominazione “Città del Formaggio 2020”.

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